Per chi abita in un’isola, il mare è l’unico orizzonte possibile. I fasci di luce, di albe, mezzogiorni e tramonti, investono e colorano acqua e terra, uomini, animali e vegetazione. Tutto si ripete ciclicamente ma nulla è mai uguale, a saper guardare bene.

L’isola è approdo sicuro ma anche scoglio che squarcia le barche; l’isola è accoglienza ma anche mare che divide; l’isola è fatica ma anche bellezza estatica.

C’è un artista che ci ha offerto un punto di vista privilegiato dell’isola di Sant’Antioco. Lo ha fatto attraverso i materiali, il vivo legno e la fredda pietra, nelle loro infinite sfumature di colori; lo ha fatto attraverso i suoi occhi che li hanno guardati e le sue mani meticolose che li hanno lavorati.

 

E’ lo scultore Antiochense Gianni Salidu. Dall’intimità del suo laboratorio e dal microcosmo di una vita semplice fatta di lavoro, affetti e amore per la sua terra, Salidu ci lascia un ampio ventaglio di temi universali, un’occasione per guardarci dentro e guardare il mondo che ci circonda, ben oltre quell’orizzonte, oltre i confini del mare.

Da qui nasce “E POI HO VISTO UN GABBIANO”, la nuova produzione originale di OfficinAcustica, ispirata all’opera di Gianni Salidu.

Un concerto teatrale che, partendo dai temi universali offerti dalle sculture di Salidu e che da sempre scandiscono la vita e l’agire dell’uomo, ha l’intento di animare di voce, suono e musica la Figura, la Forma e la Materia.

Uno spaccato musicale, poetico e visivo per raccontare un’isola e una terra, il Sulcis, infinitamente ricca di storia e bellezza.

 

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Testi originali di Anna Lisa Mameli

Musiche originali, arrangiamenti e direzione musicale di Corrado Aragoni


Una produzione OFFICINACUSTICA - 2020

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Alonso Crespo Photo

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